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 Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal

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debdea
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MessaggioOggetto: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Mer Feb 23, 2011 10:10 pm

L'anno scorso il mio caro fratello roberto mi diede da leggere l'incipit del romanzo con cui aveva partecipato al torneo IoScrittore.

le prime righe mi hanno conquistata:

"Ho passato questi ultimi mesi di vita nel silenzio di questa cella, nell'angoscia di ore che scorrono lentamente. Tra non molto i militari mi caricheranno, assieme ad altri miei compagni, in uno dei loro camion, usati per gli spostamenti. Ci porteranno chissà dove; quasi sicuramente ci uccideranno. Dal momento in cui varchi la porta di questo inferno, la vita reale perde ogni significato. Non ci sono speranze. Non c'è pietà. Qui dentro tutto è dolore. Mi chiedo solo che cosa ne sia stato della mia famiglia, di Graciela, di tutti i miei più cari amici. Tutto ciò che mi resta da fare è continuare a pensare, a scavare nella memoria".

adesso quel sogno di roberto, quello di dar voce ad uno degli episodi più drammatici della nostra storia collettiva, il dramma dei desaparecidos argentini, ha preso forma e colore, caratteri e spessore. ed è diventato un libro. non so se l'editing abbia cambiato l'incipit, ma so che la forza con cui roberto, il nostro caro compagno di viaggio DATABASE, ha lottato e continua a lottare per consegnare questa testimonianza al mondo, è la stessa. e adesso eccolo qua, il suo prezioso contributo alla narrazione collettiva:

http://www.ibs.it/code/9788865410875/turrinunti-roberto/estanislao-kowal-argentina.html

spero che roberto, anzi DATA, torni presto su questo forum a condividere, con chiunque voglia ascoltare, la sua storia.

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DATABASE
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 6:56 am

Eccomi qui, cari vecchi e nuovi compagni di scrittura. Mi sento un pò in imbarazzo a tornare in questo forum, in seguito ad una lunga assenza.
Da quando il torneo ha chiuso i battenti, all'indomani di un bellissimo pomeriggio trascorso in compagnia di MOMO, MORGANA, MAX, LUNA LOVEGODD E LUPONE, mi sono rimboccato le maniche e ho ricominciato a darci sotto. Dalla scrittura sono passato all'azione e, da settembre ad oggi, ho avuto il grande piacere di fare incontri importanti, di ascoltare storie di dolore e coraggio, stringere mani e inaugurare preziose amicizie. Girando un pò d'appertutto e scrivendo. Perchè scrivere è vivere, conoscere, parlare, comunicare..un pò tutto.
Da poco meno di due settimane, ho finalmente (in seguito ad un lungo lavoro di editing) pubblicato con il Ponte Vecchio Editore di Cesena e mi sto dando da fare (notte e giorno) per la promozione. La prima presentazione sarà fatta a Faenza, la città originaria di Elda la madre di Estanislao e madre di Plaza de Mayo - Giovedì 10 marzo ore 18,00 e in programma ce ne sono delle altre...forse ci sarà la possibilità di arrivare anche a Roma, ma ancora è tutto nel limbo.
Sono qui grazie alla stima, alla voglia di condivere e all'affetto da parte di Deb. Ci siamo mantenuti in contatto e lei mi ha spinto a ritornare qui, assieme a voi. Se avete voglia di confrontarvi su questa storia potete farlo sempre, io vi riponderò ben volentieri. Se avete voglia di cercare e leggere il libro è già disponibile , nelle librerie di zona Forlì-Cesena-Ravenna-Faenza o ancora meglio su IBS.
Fatevi sentire. Un abbraccio, Database - Roberto
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debdea
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 9:52 am

"- Non mi bendi gli occhi, soldato - aveva detto il prigioniero, e lui aveva chinato il capo vergognandosi, col desiderio che l'ufficiale impartisse subito l'ordine, che quella guerra finisse una volta per tutte, che si normalizzassero i tempi e lui potesse girare per strada in pace salutando i paesani.
- Puntate! - aveva gridato il tenente.
Alla buon'ora, aveva pensato il caporale. L'uomo che stava per morire aveva chiuso le palpebre per un secondo, ma le aveva riaperte per guardare il cielo. Non aveva più paura. Il tenente aveva esitato. Da quando era stato messo al corrente della fucilazione era dimagrito, gli martellava nella mente una voce antica proveniente dall'infanzia, forse da qualche maestro o dal suo confessore alla scuola dei preti: tutti gli uomini sono fratelli. Ma non è vero, non è un fratello chi sparge violenza e la patria è la prima cosa, il resto sono stronzate e se non lo ammazziamo, loro ammazzeranno noi, così dicono i colonnelli, o ammazzi o crepi, è la guerra, sono cose che bisogna fare, stringiti la cintura e non tremare, non pensare, non sentire niente e soprattutto non guardarlo in faccia perché se lo fai, poi, sei fregato".

questo è un brano tratto dal romanzo "d'Amore e Ombra" della mia adorata isabel allende, ambientato ai tempi della dittatura cilena, in un contesto gemello rispetto a quello di cui parla il romanzo di DATA. conservo un preciso ricordo stampato nella mente della lettura di questo libro, a pancia in sotto sul mio letto, il romanzo sul cuscino, riflettevo su quel malefico sortilegio che spinge gli uomini a massacrarsi l'uno con l'altro, forti di uno stemma, di una divisa, di un' ideologia. di questi tempi i nostri fratelli libici stanno affrontando un dramma simile,

http://affaritaliani.libero.it/politica/testimone_da_tripoli230211.html

un dramma che troppo spesso si è ripetuto nel corso della storia dell'umanità, un dramma che ha le ore contate. grazie a persone come roberto che hanno sentito il bisogno, di più, l'urgenza bruciante di dar voce a chi la voce l'ha persa, gli è stata strappata dalla brutalità di un altro, cento altri, esseri umani immemori della fratellanza. so di non avere nessun parente stretto coinvolto nelle vicende di cui narra il tuo libro, DATA, eppure sento di doverti ringraziare dal profondo del cuore per non aver avuto pace finché la tua storia non ha trovato il modo di essere ascoltata.
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DATABASE
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 10:13 am

Cara Deb,
è un bellissimo ricordo quello che scrivi, facendo riferimento alla tua lettura del libro della Allende.
Forse mi leggi nel pensiero o ancora meglio hai capito che non è solo un problema che tocca l'argentina o il cile, ma è sempre attuale, sempre vivo e si sta ripetendo proprio in questi giorni in Libia.
Sabato scorso, sono stato a Bologna a conoscere di persona Maria Paz Venturelli "Pacita", figlia del desaparecido italo-cileno "Omar Venturelli sequestrato, torturato e desaparecido in cile, nel famigerato carcere di Temuco, nel 1973. Lei, la figlia ha passato una vita a cercare la verità, coraggiosa, eroica. A tutt'oggi a Roma è in corso il processo contro Podlech, all'assassino di suo padre (prossima udienza nell'aula bunker di Rebibbia fissata per il 10 marzo).
Lei rappresenta la costanza e l'orgoglio costante. Lei mi sprona a raccontare, a testimoniare anche la mia verità per rendermi partecipe, "compartir" come dicono gli argentini e per non smettere di credere nella verità.
Una verità che spesso è dolorosa, ma il dolore è necessario per comprendere la vita ed il valore di ogni singola esistenza.
Sempre grazie a te, cara sorella e amica Deb!
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Scheggia
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 10:27 am

Bravo Date!!
Complimenti e bentornato! cheers
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DATABASE
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 12:39 pm

Grazie Scheggia.
Chiamala perserveranza, chiamala fortuna, chiamalo impegno...bè comunque sia pubblicare rappresenta, di sicuro, un punto importnate ma quello che ne viene, in termini di riconoscimento morale (e soltanto morale) è la parte principale. Se riesci ad arrivare, con la tua storia, anche solo al cuore di due persone sconosciute che fino al giorno prima non sapevano nemmeno chi eri, puoi ritenerti fortunato e sentire che sei riuscito a scavare dentro le tue emozioni, per poi concretizzarle sulla carta.
Un abbraccio e grazie.
data roberto
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Scheggia
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 1:43 pm

Oh, so perfettamente ciò che intendi, perché pure un mio romanzetto è stato appena pubblicato Laughing

ricambio l'abbraccio cheers
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caspiterina
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 2:13 pm

Ciao Database, in passato ci siamo incontrati più volte sul blog di Io Scrittore, non so se te lo ricordi! Sono molto felice che il tuo libro sia finalmente edito; mi sei sempre stato molto simpatico! Lo leggerò di certo!
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granchio
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 5:23 pm

DATABASE ha scritto:
Grazie Scheggia.
Chiamala perserveranza, chiamala fortuna, chiamalo impegno...bè comunque sia pubblicare rappresenta, di sicuro, un punto importnate ma quello che ne viene, in termini di riconoscimento morale (e soltanto morale) è la parte principale. Se riesci ad arrivare, con la tua storia, anche solo al cuore di due persone sconosciute che fino al giorno prima non sapevano nemmeno chi eri, puoi ritenerti fortunato e sentire che sei riuscito a scavare dentro le tue emozioni, per poi concretizzarle sulla carta.
Un abbraccio e grazie.
data roberto


salute Data, complimenti per il libro. Complimenti due volte: per la pubblicazione che è sempre un grande risultato e per la tematica trattata, sempre attuale (purtroppo), di grande impegno sociale. Rispetto a questi fatti, dei quali si scrive e si parla sempre troppo poco, mi sento disarmato e inerme e mi pare che le cose che scrivo siano un cumulo di cazzate. Cercherò di leggere il tuo libro, Data, nel frattempo ti stringo idealmente la mano, con vigore.
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Artemisia
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 6:24 pm


Complimenti al poeta del blog! Very Happy
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DATABASE
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Gio Feb 24, 2011 10:22 pm

Carissimi Caspiterina, Granchio e Artemisia,
vi ringrazio di cuore per le bellissime parole e i complimenti.
Tanti e veramente troppi.
Non so voi, cari compagni di sogni, ma tutta la magia che si crea dietro un libro che scriviamo o leggiamo, ci trasporta, come per magia, spesso e volentieri, in un turbinio di eventi concatenati tra loro. Legati da un invisibile filo comune e sempre, costantemente in evoluzione. Non capita tutti i giorni di arrivare a scrivere un libro e pubblicare, ma questo non basta, no, non basta mai, perchè se lo fai e non hai amici, non hai colleghi di sogno e speranze come voi, che ti spronano con i loro pensieri e le loro personali vedute, bè scrivere non basta a sè stesso.
Io,per ora mi ritengo fortunato, perchè ho la possibilità di interagire e confrontarmi con tanti illustri e cari pensatori, cercando consigli, accettando critiche o elogi. Di tutto e senza aver paura o doversi scontrare con l'arroganza di chi non conosce il senso dell'umiltà.
Tutti voi avete scritto delle piccole e grandi verità (anche se definirmi poeta, cara Artemisia..forse è troppo, ma ti abbraccio). Io non sono un autore, ma soltanto uno dei tanti, che ha voluto raccontare una storia vera, cercando di essere il più obiettivo possibile, senza pensare di dover fare presa sull'attenzione dei più, ma cercando di testimoniare con coraggio e passione. Fosse anche il primo e ultimo libro che scriverò, sarò comunque felice. Grazie di cuore a tutti voi. Con affetto.
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Ven Feb 25, 2011 8:32 pm

mi impegno a leggere il tuo libro per intero quanto prima (perché la parte che mi mandasti tempo fa la conservo sempre tra i cimeli del torneo, insieme a molte altre, come quella di sab, di 21grammi, di ercole e di violetto guanaco).

ma intanto mi chiedevo se potessi togliermi qualche curiosità sulla dittatura argentina.

e anche se ti andasse di inventarci un modo, a partire da qui e ora, per essere d'aiuto alla libia, per far sì che i libri non si scrivano dopo, ma subito. fin troppo spesso gli esseri umani si voltano dall'altra parte quando il dramma è in pieno svolgimento, salvo poi glorificare lo scrittore o il regista che dedica una storia a quello stesso dramma. sono sicura che mi capisci, fratello data, e so che il tuo girare instancabile per l'italia vale per ogni popolo che sia passato o passi attraverso una dittatura. spesso mi capita di vedere accomunata l'italia alla libia e papi silvio a gheddafi. ma mi permetto di dissentire. noi abbiamo una dittatura più sottile qui, quella delle coscienze, che è allo stesso tempo più difficile ed enormemente più facile da sconfiggere. basta un gesto, un'idea da sognatori, e il miracolo può succedere. lo dico a tutti coloro che vedendo la recente caduta dei dittatori africani si sfregano le mani augurandosi che qui succeda lo stesso. no. noi possiamo tornare liberi senza dover spargere il sangue, possiamo spegnere la tv piuttosto che imbracciare un fucile. questo è il popolo e il paese dove il rinascimento è stato già possibile una volta e i tempi erano ben più bui di adesso. possiamo farcela. insieme.

e adesso veniamo alle mie curiosità in merito a quel periodo su cui sei così informato, fratello.
ti riporto alcuni brani di un articolo uscito circa un anno fa sulla rivista filosofica "micromega", intitolato "il manganello e la mitra" di valerio gigante.

"I rapporti del generale (Pinochet) con le gerarchie vaticane, almeno con una parte di esse, furono abbastanza conflittuali all'inizio della dittatura - quando era arcivescovo di Santiago il cardinale Raùl Silva Enriquez (...)Con Silva Enriquez l'arcidiocesi di Santiago si trasformò in un importante punto di riferimento per tutti gli oppositori di Pinochet: si faceva "controinformazione" su quanto accadeva nel paese, le famiglie potevano avere assistenza legale e notizie sui desaparecidos, si organizzarono le mense popolari e la distribuzione di generi alimentari per le borgate popolari della città. Ma con l'arrivo di Sodano alla Nunziatura, nel 1977, le relazioni tra regime militare e Chiesa si fecero meno tese e proseguirono sulla via della pacificazione prima e della collaborazione poi: se la Chiesa di base continuò a essere fortemente ostile, il nuovo nunzio preferì scegliere la via del "dialogo", difendendo la Chiesa-istituzione più che l'incolumità delle vittime della dittatura e dividendosi fra qualche moderata protesta per singoli crimini del regime e continui inviti alla pacificazione (...)
Ma quello di Sodano non è l'unico esempio di prelato la cui carriera è iniziata a decollare dopo un "tirocinio" fatto sotto un regime militare. Basta spostarsi pochi chilometri ad est del Cile, nell'Argentina retta, dal 1976 al 1983, da una giunta militare guidata dal generale Jorge Rafael Videla. In quegli anni, il nunzio apostolico era Pio Laghi, che rimase dal 1974 al 1980, instaurando rapporti niente affatto conflittuali con la dittatura (...) Durante la dittatura, Laghi strinse uno stretto rapporto con Emilio Eduardo Massera, l'ammiraglio che faceva parte della prima giunta militare e che era a capo dell'Esma - la Scuola di meccanica della Marina, uno dei principali lager del regime, e che partecipò in prima persona alle operazioni di sterminio degli oppositori. La questione della connivenza-complicità di Laghi con la dittatura venne alla ribalta internazionale solo nel 1995, quando le Madres de Plaza de Mayo, il 7 marzo di quell'anno, recitarono nella Cattedrale di Buenos Aires un duro j'accuse contro decine di sacerdoti, vescovi e contro lo stesso nunzio, tutti sostenitori del regime in nome dell'"anticomunismo"."
( fine delle citazioni dall'articolo)

mi viene anche in mente adesso la famigerata "ratline" conosciuta anche come "via dei monasteri" per far fuggire i criminali di guerra nazisti:

"Dopo il secondo conflitto mondiale, i principali soggetti responsabili della creazione di canali di fuga, riservati ai criminali di guerra nazifascisti, furono la Croce Rossa Internazionale, una parte della Chiesa cattolica comprendente alcuni alti prelati e una parte della Chiesa protestante tedesca, oltre ai servizi di intelligence statunitensi e britannici. Le vie di fuga furono dirette principalmente in Sud America - soprattutto nell’Argentina peronista - e nel Medio Oriente islamico, ove il nazionalsocialismo aveva guadagnato convinti sostenitori-" Wikipedia

a questo punto mi chiedo e ti chiedo, DATA, se nel corso dei tuoi studi per la realizzazione del libro è un fenomeno in cui ti sei imbattuto, o che hai trattato, o anche solo considerato di trattare. ovviamente mi riferisco ai rapporti tra la dittatura e la chiesa.

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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Ven Feb 25, 2011 10:03 pm

Cara Deb,
sono perfettamente d'accordo con te, visto il periodo che stiamo vivendo. E' necessario concentrarsi sulle ingiustizie che accadono a pochi passi da noi.
In Libia sta succedendo qualcosa di assolutalemente terribile e a volte ho come il sospetto che il nostro governo, sotto sotto ci goda a vedere che gran casino sta facendo Gheddafi, perchè, finchè lui ammazza il popolo e mette e ferro e fuoco il suo paese, la gente scappa, gli italiani cercano rifugio presso l'ambasciata e il nostro governo si prodiga ad aiutare i propri concittadini.
E poi, al telegiornale siamo costretti a vedere quelle belle facce dei nostri governanti che, sorridenti e pieni di boria, dicono: avete visto? noi siamo sempre dalla parte dei nostri italiani all'estero e nel momento del bisogno apriamo tutte le porte.
Stronzate, inequivocabili giochi di parole..basta con tutta la merda che volete farci ingoiare. Sono andati avanti una settimana parlando di sanremo e di come il festival abbia aperto le porte al dibattito politico e sociale..ma chissenefrega!!!!
E intanto in Libia i civili e i militari disertori, muoino come topi in gabbia. Dobbiamo parlare delle sparizioni, delle torture che vengono applicate sistematicamente nelle carceri libiche, come in quelle afghane o iraniane. Dobbiamo parlare di come la gente soffre e gli innocenti pagano per tutti, dimenticati da Dio e dal loro paese. Pedine che vagano, come ombre, in mezzo alle traiettorie dei proiettili dei cecchini, aspettando, inermi, la propria morte.

Mi hai fatto alcune domande specifiche sul perchè la Chiesa e il Vaticano, si siano comportati in un certo modo, in Argentina. Per la risposta migliore, ovviamente, ti consiglio, la lettura de "L'isola del silenzio" del giornalista argentino Horacio Verbitsky. La chiesa, più o meno, ha giocato un ruolo simile a quello che, all'epoca dello sterminio degli ebrei, aveva già seguito. Partendo, da presupposti di divisioni interne, c'erano i preti che preferivano le missioni umanitarie e l'aiuto diretto ai bisognosi nelle villas miserias o favelas e andavano in mezzo a chi aveva veramente fame, sete e moriva per strada. C'era invece, e nn erano solo gli alti prelati, tutti quei funzionari della chiesa che si schieravano contro i giovani, per mettersi al servizio del governo dei militari. C'era chi prefervia il silenzio, chi in confessionale chiedeva le liste dei nomi di amici e parenti degli scomparsi, ai famigliari, promettendo aiuti e invece, il giorno dopo, portavano il tutto ai generali. C'era chi dava la benedizione ai militari che salivano sugli aerei il gioved' sera e procedevano con lo sgombreo dei corpi dei prigionieri narcotizzati. C'era Pio Laghi che giocava a tennis con il piduista Emilio Massera, che molti dicono abbia salvato diversi prigionieri ma in tanti sono concordi che il suo silenzio abbia fortemente pesaro sull'evolversi del genocidio.
Io preferisco ricordare quei martiri come Padre Mujica, come I padri Palottini, Gabriel Longueville, Carlos de Dios Murias, ed il vescovo angelelli...martiri per la fede e per la libertà del popolo argentino.
E naturalmente, nel mio cuore, porterò sempre l'immagine di una fotografia che spesso mi è capitata tra le mani. Mostra il volto di due suore, sequestrate nella Chiesa di Santa Cruz l'8 dicembre del 77, per ordine di quel vile e miserabile astiz. Le suore si chiamavano Leonie Duquel e Alice Domon, che furono fotografate con alle spalle la bandiera dei montoneros, che i militari avevano strategicamento messo alle loro spalle, per cammuffare i veri mandanti del sequestro, per meglio dire: loro stessi.
Le suore furono torturate per giorni e poi lanciate vive da un aereo nel mar del plata.
Questi , tutti questi uomini e donne di fede meritano rispetto, tutto il resto è silenzio.
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Sabanèl
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Ven Feb 25, 2011 10:10 pm

Mamma mia Deb che casino hai sollevato! Twisted Evil Non avresti mai dovuto accennare a Pio Laghi con Data!!!! Io che ho avuto la fortuna di seguirlo in questi mesi ( a proposito : LEGGETE QUESTO LIBRO!!!MERITA e non solo per il tema e per ciò che rappresenta) ti assicuro che se gli avessi parlato del diavolo lo avresti fatto più felice.
Bravo Roby, mancavi a questo forum I love you
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MessaggioOggetto: Re: Roberto Turrinunti - Estanislao Kowal   Ven Feb 25, 2011 10:18 pm

caro Sab,
sono felice di trovarti qui, proprio adesso!!!
Deb mi ha spinto e consigliato di ritornare sul blog e io l'ho fatto, ma al di là della promozione del libtro è bellissimo trovare persone, come voi, che stimi e con cui puoi permetterti di essere te stesso, con sogni, ideali, gobbe e stravaganze!
Strafelice di risentirti..
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