Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

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Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

Messaggio Da Erikakicca il Gio 29 Giu 2017, 17:45

– Zio, vieni: è mezzogiorno, è tutto pronto!
Luca si era svegliato con la voce della nipote che lo scuoteva per il braccio e gli urlava nelle orecchie, si era girato verso di lei cercando di sorridere.
– Cosa ti è successo alla faccia? Sei caduto? – chiese la nipote, mentre lo guardava intensamente.
Lui non si ricordava nulla della sera prima, non sapeva neanche come fosse arrivato a letto, ma come dopo ogni festa, ringraziava il cielo di essere lì.
– Ma sei sicuro di stare bene? Sembri un mostro. Io vado a mangiare, tu muoviti che la nonna si arrabbia.
Luca riuscì a malapena a fare un cenno con la testa. Mise giù le gambe dal letto e appena cercò di alzare il resto del corpo una fitta gli trafisse la tempia. Si ridistese. Non poteva farcela.
Sentì dei passi e dalla voce che brontolava capì che sua madre stava arrivando.
– Muoviti, è pronto! – esordì urlando
– Non urlare!– rispose lui girandosi.
– Mamma mia, cosa hai combinato ieri sera? In che razza di condizioni sei? Hai fatto a botte.
– Boh, non credo, non mi ricordo...
– Meglio se ti guardi allo specchio, va.– disse la madre uscendo dalla stanza.
Dopo circa quindici minuti, Luca riuscì ad arrivare al bagno nonostante, oltre al dolore alla tempia, si fosse materializzato anche una nausea terribile. Si appoggiò al lavabo e alzò il viso verso lo specchio.
– Cazzz...– gli venne un colpo. Lo zigomo destro era gonfio, dal labbro scendeva un piccolo rivolo di sangue ormai secco. In qui e in là si vedeva qualche graffio leggero. Si sedette sul water e cercò di ricordare cosa fosse successo: l’ultima cosa che aveva chiara della sera precedente era di essersi incontrato con gli amici al loro solito bar.
Tornò in camera per prendere il telefono sul comodino, ma non c’era; cominciò a guardare sulla scrivania, nei jeans della sera prima e alla fine cercò fra le coperte, ritrovandolo in fondo al letto.
C’era un messaggio di Letizia
– Che cavolo vuole questa adesso? Ci manca pure un suo messaggio in questa giornata.
‘Ciao, come stai? Ieri eri preso maluccio quando ti ho visto, insomma stava finendo proprio male’
– Ooook, lei sa cosa è successo. Meglio se le scrivo. Noo… chiamo Marco, questa non me la levo più di torno, se comincio.
– Ohi vecchio, per fortuna sei vivo. Non ti abbiamo più trovato ieri sera e al cel non rispondevi.
– Ma dove mi avete perso?
– Eravamo allo Zimpa, tu hai cominciato a far casino con un tizio. Poi sei uscito per prendere aria e non ti abbiamo più visto. Ti abbiamo cercato. Abbiamo trovato Letizia nel parcheggio che ti aveva visto mentre litigavi con i buttafuori, ma non ti abbiamo trovato.
– Ma quindi non sapete cosa i sia successo?
– Ma tu non ti ricordi una mina?
– Zero, niente di niente. Ma ho la faccia devastata, mal di testa e lo stomaco in palla.
– Beh hai bevuto come un drago. Prova a sentire Leti, lei ha visto tutto ed era agitatissima.
– Preferirei evitare...
– Allora non so che dirti. Dopo vieni al bar?
– Non riesco neanche a muovermi dal letto, vediamo.
Luca si fece forza e scrisse alla sua ex.
‘Ciao, in realtà sto proprio da c… e non ricordo niente di ieri. Cosa mi è successo?’
‘Ma proprio niente niente?’
‘Zero, di zero. Tu cosa hai visto?’
‘ Quando ti ho visto io stavi prendendo a pugni un buttafuori, o almeno ci provavi, perché neanche stavi in piedi. Mi sono avvicinata e ho chiesto cosa era successo. Ti eri preso a botte con un altro ragazzo. Poi è arrivato Stefano, ha detto che ti conosceva e ti ha fatto salire sulla sua auto. Poi non so.’
‘ Ok, grazie!’
– Ma che cavolo ho combinato ‘sto giro? Devo smetterla di bere così tanto, che poi è sempre un casino.
– Ohi, in che condizioni sei? Ah però, stavolta mamma non ha esagerato come al solito.
– Non rompere anche tu!
– Ah no, no, direi che non serve. Ti schianti da solo, non serve che ti aiuti.– disse ridendo il fratello. – Beh direi che non verrai a mangiare.
– No, decisamente no...
– Ma che hai combinato?
– Secondo te me lo ricordo? L’auto è a casa?
– Sì, qui fuori al solito posto.
– Bene, per fortuna!
– Ma hai solo bevuto?
– Sì, credo. Boh, io ricordo sei moijto, delle mentine e poi boh... Ero convinto di essere stato solo al bar e mi hanno detto che ho picchiato uno allo Zimpa.
Il fratello era piegato dalle risate: – Quando capirai che non hai fisico per bere? Comunque hai vomitato anche nell’aiuola vicino all’auto e dall’odore che c’è qui potresti pure esserti pisciato addosso. Oh che schifo, manco io sono arrivato a tanto.
– Ma non puoi farti i fatti tuoi e andare a mangiare?
– Ma è parecchio divertente vederti così, credimi.
– Bastardo.
Il fratello uscì ridendo e Luca sdraiato sul letto chiamò Stefano. Il telefono suonò finché non partì la segreteria. Mise giù e corse in bagno, non era più solo nausea. Passò tutto il pomeriggio tra il water e il letto.
– Guarda in che condizioni sei, ma ti pare il modo di ridurti? Ti butto fuori da casa se continui così. Non lo voglio un ubriacone in casa. Senti che puzza questa camera. Te la lavi la roba sporca. Che schifo.
– Mamma...vattene, ti prego.
Sfinito dall’alcool che ancora circolava nel suo corpo, dalle botte ricevute e dagli attacchi di vomito, Luca si addormentò sul pavimento del bagno. Non sentì neanche il telefono che suonava e suonava ripetutamente, insistentemente.
Si svegliò con suo padre che gli sbatteva il piede sulla schiena:
– Alzati che sei in mezzo ai casini!
– Eh?
– Non chiederlo a me, ci sono i carabinieri in cucina che ti devono parlare.
– Cosa?
– Dovrei chiedertelo io, cosa? Che hai combinato stanotte? Tua madre è fuori di sé che sbraita più del solito e credimi che sono veramente incazzato anche io.
– Ma tu non ti arrabbi mai. Sai che sono cose che si fanno da giovani.
– I carabinieri che ti arrivano a casa? No, questa non è una bravata e prima che ti trascini per i piedi, alzati, lavati la faccia e scendi.
Suo padre uscì dal bagno sbattendo la porta, era la prima volta che lo vedeva arrabbiato. Era sua madre che di solito, cioè proprio sempre si arrabbiava e urlava. E lui non sapeva neanche cosa dirgli, non si ricordava nulla. Che cosa aveva combinato?

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Re: Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

Messaggio Da Il Sognatore Pazzo il Ven 30 Giu 2017, 08:58

Per cortesia, scriva vicino al titolo la sezione a cui partecipa e ci mandi le info richieste nel bando con messaggio privato sul forum. L'indirizzo mail non è più valido.
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Re: Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

Messaggio Da Francesca Facoetti il Sab 01 Lug 2017, 17:01

a tratti manca qualche punto, la fine non mi piace (avrei voluto leggere di più, ma avevi già superato i caratteri di 118); racconto carino

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Messaggio Da Macleo il Dom 02 Lug 2017, 15:41

Un po’ di refusi da correggere:
si fosse materializzato anche una nausea terribile
“materializzata”
In qui e in là si vedeva
“Qui e là”, senza “in”
C’era un messaggio di Letizia
Manca il punto finale
Ooook,
Cosè “Ooook”?
– Ma quindi non sapete cosa i sia successo?
“mi” sia
moijto
“mojito”
Racconto scritto bene con dialoghi moderni e accattivanti. Anche il finale libero ci sta bene, non sapremo mai cosa ha combinato il protagonista, a meno che non lo sappiano i Carabinieri o Stefano. Piaciuto molto.
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Re: Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

Messaggio Da AndrewLaeddis il Lun 03 Lug 2017, 12:21

Beh, il personaggio pare proprio un tipo riprovevole che merita di essere cacciato fuori a pedate, il che è buona cosa perché il personaggio suscita una qualche emozione. Ci sono un po' di refusi e vorrei consigliarti di non allungare alcune parole triplicando le lettere come "cazzz", "oook", e di non accorciarne altre come "cel". Uno stile colloquiale può essere raggiunto senza dover storpiare le parole. Il finale mi ha intrigato, avrei voluto sapere come andavase a finire con i carabinieri.
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Re: Una notte vuota - Sez. Memorie di una sbornia

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