Déjà vu

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Déjà vu

Messaggio Da Clementina il Gio 29 Set 2016, 10:33

Si dice che nell’attimo estremo in cui stiamo per lasciare la vita, ripercorriamo per intero tutta la nostra esistenza in una sorta di déjà vu che ci accompagna nel momento finale e ci riporta indietro a passare in rassegna le gioie, i dolori, le ansie, le preoccupazioni, di un’intera vita, giusto un attimo prima di abbandonarla per sempre. Clementina Greco sembra dar credito a questa convinzione e su di essa fonda l’impalcatura del suo romanzo. I balbettii, i farfugliamenti, misti a invocazioni, preghiere, esclamazioni, grida, che costituiscono l’incipit dell’opera e che vengono ripresi all’inizio di ciascuna delle tre parti in cui essa si articola, oltre che nelle pagine finali, ritraggono appunto gli ultimi attimi di vita dell’umanità. La protagonista è anche la voce narrante e ci racconta la storia della sua vita, in una sorta di diario che attraversa gli anni a partire dall’infanzia. Francesca Puccini, Franci per gli amici e i familiari, chiamata anche affettuosamente Schizzo dal babbo, vive a Firenze con la famiglia composta dal padre Guido, dalla madre Marzia e dalla sorella Giulia che ha sette anni più di lei.  La bambina cresce: il gruppo di amici, le prime cotte, gli amori, l’ansia di diventare grande che è di tutti gli adolescenti. Conosciamo i luoghi di ritrovo, le discoteche, le feste tra amici, i nascondigli dissimulati tra le aule scolastiche. Conosciamo l’intensità degli affetti e delle delusioni, le piccole o grandi crudeltà in cui si smarriscono amori e amicizie. Il primo rapporto d’amore la fa sentire finalmente donna. Scene che si imprimono nella memoria e che più volte ritornano nella narrazione perché più volte ritornano alla mente di chi si sta accomiatando dalla vita e della vita ripercorre le fasi salienti. Poi le delusioni, le ferite di cuore. E ancora altri passaggi importanti: il matrimonio, la nascita dei figli, e poi dei nipoti. Infine la vecchiaia: la scomparsa delle persone care, i lutti, i rimpianti, le nostalgie. Il vuoto, la perdita, il dolore, che inevitabilmente affliggono chi ha il destino di vivere a lungo, non scalfiscono l’amore per la vita che affiora prepotente nelle pagine: è bella la vita, una vera opera d’arte costruita da chi ha vissuto con intensità e fervore. E la vecchiaia ne è il vero coronamento, come ci insegna James Hillman nel saggio intitolato La forza del carattere, nel quale egli sostiene come sia importante coltivare l’età tarda, al fine di farne una «struttura estetica» e incarnare il ruolo archetipico dell’avo, custode della memoria e difensore della tradizione.  Ed ecco dunque il messaggio che possiamo trarre dal romanzo: i nostri genitori, la nostra famiglia, gli amici, sono i veri testimoni di quello che siamo stati, e la memoria ne conserva i segni che li sottraggono all’oblio.

Genere: romanzo
Pagine: 620
Editore: Edizioni Helicon ( http://www.edizionihelicon.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=911&category_id=1&option=com_virtuemart&Itemid=2 )

Prefazione a cura di Cristiana Vettori

Non riesco a caricare l'immagine della copertina perché troppo grande, ma se siete incuriositi visitate la seguente pagina facebook:

https://www.facebook.com/D%C3%A9j%C3%A0-vu-e-gli-altri-miei-romanzi-666298510152173/

oppure i video delle mie presentazioni su youtube:

https://www.youtube.com/channel/UCdUvtoOXmgpiHu1VlpD9rWQ

Spero di aver modo di confrontarmi con ognuno di voi. Un bacione =) Smile Very Happy Smile Very Happy

Clementina
Inchiostro Bianco
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