3-capitolo di raccordo

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3-capitolo di raccordo

Messaggio Da laretta il Mar 11 Dic 2012, 19:34

Il resto accadde molto in fretta: Lupus minacciò gli arabi con il fucile, e il mio intervento non fu necessario (quanto fui lieto di ciò!). Lawrence e Nikita ci avevano coperto le spalle; presero il borsone con la merce di scambio mentre un furgone blu, con i vetri oscurati, portava via arabi e maltesi.
Quella sera dormii a casa mia, e il giorno dopo trasferii tutte le mie cose nel nuovo appartamento. Scoprii un lato del mio nuovo coinquilino che non avevo ancora focalizzato: la mania dei “suoi spazi”. Non potevo appoggiare, nemmeno temporaneamente, qualcosa su una seggiola o su un comodino, che subito me la spostava da qualche altra parte (e anche adesso è così). Alchè, dopo una, due, tre volte che lo fece, mi irritai:
-Lawrence, non preoccuparti:poi l’avrei spostato, il MIO libro!-. Guardandolo, infatti, mi era subito comparsa nella mente l’immagine della mia compagna di banco e della sua matita che, senza chiedere niente a nessuno, segnava i miei fogli. Non potevo credere di dover avere ancora a che fare con una persona del genere. Poi lo guardai di nuovo, in un altro modo: nel suo abbigliamento eccentrico, nei suoi discorsi metafisici, e capii che mi sbagliavo.
-Gavin, il fatto è che sono cresciuto in un orfanotrofio cattolico puritano, non, che ne so, protestante, no; cattolico e puritano. Sai cosa significa? Che i miei compagni di stanza erano dei pazzi scatenati che scaricavano il loro desiderio di evasione su due cose principalmente: la piromania, il furto e gli scherzi notturni; tutte cose che prevedevano l’invasione degli spazi altrui. E’ una specie di riflesso automatico, capisci?Non sono io, sono i miei neuroni specchio!Ti prego, appoggia le tue cose nell’altro lato della stanza! Il Discorso di Galileo è il confine, okay?-.
-D’accordo, scusa- gli risposi, ridendo. Dopo aver riposto più o meno ordinatamente le mie cose nella mia nuova camera da letto, andai al lavoro e mi occupai dei miei pazienti come al solito, tranne che per una sensazione, che non provavo da tanto tempo: la curiosità verso di loro. L’aver conosciuto Lawrence, Lupus e Nikita, era stata un’esperienza del tutto nuova:non avevo mai avuto a che fare con persone così misteriose, e diverse;in grado di litigare, di amarsi, di discutere di una qualunque cosa in qualunque momento, anche del patriottismo prima di una missione. Ripensavo,tra un paziente e l’altro, ai tempi della scuola: gli omologati, i frustrati; nessuno era interessante, nessuno viveva la vita a proprio modo, il loro atteggiamento era stato loro imposto, dalle convenzioni, dalla loro vita o da qualunque altra cosa. Ora, invece, avevo a che fare con persone che vivevano, e basta.
Quando quella sera ripassai lungo la passeggiata vicina al London Eye, mi sentii molto più sereno,leggero;capii finalmente che potevo avere ancora fiducia nell’umanità, e capii finalmente il mo posto nel mondo.
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Re: 3-capitolo di raccordo

Messaggio Da laretta il Mar 11 Dic 2012, 19:37

ma uffa!!faccio sempre qualche errore di digitazione!! che pizza!!!! Mad Mad Mad
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