La cioccolata di Beatrice

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La cioccolata di Beatrice

Messaggio Da Annalisa il Ven 16 Nov 2012, 08:10


Beatrice sale le scale tenendosi ben salda alla madre; con il braccio sinistro si aiuta poggiandosi alla ringhiera e guarda i tre ultimi gradini che le sono davanti. Oggi ne ha fatti due in più e osserva il padre sorridente che aspetta il suo segnale per correre a prenderla in braccio. Lei fa un piccolo movimento con la testa, lui comprende e scende quei tre gradini.

Beatrice pesa venticinque chili, è alta un metro e trenta; Beatrice ha quattordici anni.

Lascia sempre sciolta la sua folta capigliatura rossa, l'unico suo orgoglio; sta sempre chiusa in camera sua e non si stacca mai dal computer. Perché farlo se a stare in piedi per uscire un po' non ce la fa? Domani ha la scuola, deve conservare le energie, ma è contenta per quei due gradini in più.

La bocca le si secca, vorrebbe dell'acqua; la madre la guarda e dice “Ricorda che in ospedale devi ritornare dopodomani!”. La ragazza annuisce, sa che dovrà accontentarsi di un solo sorso. Vuole andare da sola a prenderla e mentre la madre la spia, lei apre il frigo e vede le formine di ghiaccio preparate per lei. Questa volta, però, può permettersi quella in bottiglia, fresca e soprattutto liquida che può scendere a saziare la sua sete. Dopo aver bevuto, posa il bicchiere sul piano della cucina e sa che quello sarà l'unico fino al giorno dopo. Acqua razionata, cibi razionati.

Beatrice si porta alla finestra e vede le sue coetanee passeggiare; anche lei vorrebbe avere una vita lunga, per giocare, per ridere, per sognare, ma non vuole viverla a quel modo.

Il destino sembra non essere dalla sua parte; ha avuto due trapianti, entrambi andati male. La prima volta gli è stato trapiantato quello della madre, la seconda volta quello del padre. Adesso è in lista, ma quanto durerà la sua attesa?

Beatrice ascolta spesso di nascosto i genitori che parlano di percentuali di donatori: ancora troppo scarse per rispondere a tutte le richieste. Lei sa che ci sono tanti altri ragazzi come e lei e bambini e adulti e desiderare che delle persone muoiono per far giungere il suo turno o il rene adatto a lei è devastante. Il padre per confortarla le dice sempre “Le persone muoiono ogni giorno che noi lo vogliamo o meno.” ma non le basta.

Beatrice lascia la finestra e vede nascosta dietro alla bilancia, quella con cui la madre le pesa il cibo, una tavoletta di cioccolata. La prende e si dice che ne mangerà solo una piccola parte. Fa così la prima volta, fa così la seconda volta, così la terza.

Adesso Beatrice è in ospedale: in coma.

Annalisa
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Re: La cioccolata di Beatrice

Messaggio Da Tararà il Lun 03 Dic 2012, 12:12

Pensò che ci siano tutti gli ingredienti per poter sviluppare un discorso più complesso.
Mi piace. Se ci lavori un po' a questa storia potrebbe uscire fuori qualcosa d'importante.

Ciao Smile

Tararà
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Re: La cioccolata di Beatrice

Messaggio Da Annalisa il Dom 23 Dic 2012, 18:44

Ciao e grazie. Smile

Annalisa
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Re: La cioccolata di Beatrice

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