Voillà

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Voillà

Messaggio Da Video il Sab 21 Ago 2010, 17:51

Voillà


“Non farci caso, è innocuo”
Era questo il commento che, classicamente, accompagnava ogni sua esibizione, era stato ormai ripetuto talmente tante volte che, a un certo punto, qualche buontempone, cominciò a chiamarlo così, Nonfarcicaso, tutto attaccato. Da allora quel nome gli era rimasto appiccicato addosso e ora tutti lo chiamavano in quel modo o, più brevemente, Nonfa.
Era l'esibizionista del quartiere, ma era ben voluto da tutti. Primo perchè era il figlio di due bravissime persone che, per tutta la loro vita si erano sempre comportate benissimo aiutando, nel loro piccolo, chiunque fosse bisognoso, e secondo perchè era un esibizionista timido.
Sì, timido, pur sentendo l'impulso irrefrenabile di mostrarsi a tutti, aprendo l'impermeabile e urlando “Voillà!” , era però restio a esibire le parti più intime e indossava perciò sempre le mutande.
Spesso, in inverno, lo si trovava al bar dell'angolo, intento a bere una bevanda calda che qualche buon cuore gli aveva offerto impietosito al vederlo gelare al freddo nella sua “divisa”.
Certo, alcune volte gli era capitato che, qualche estraneo del quartiere, prendendo con poco spirito la sua performance, lo riempisse di botte. Ma ormai era molto difficile, Nonfa si appostava nel centro dei giardini pubblici e, per ovviare ai suddetti inconvenienti, gli era stato creato intorno un cordone protettivo che avvisava i passanti occasionali e i nuovi arrivi della sua presenza. Di giorno la ronda era composta dai pensionati che si ritrovavano a godersi l'aria aperta, la sera erano invece le compagnie dei ragazzi, che li avevano il punto di ritrovo, a esercitare quel compito.
Tutto andava in questa maniera da anni quando nel quartiere arrivò Luxuria, esemplare professionista del mestiere più antico del mondo.
La fila sempre presente davanti al citofono del suo appartamento e il peculiare abbigliamento che Nonfa poteva apprezzare durante i momenti in cui, staccando da lavoro, Luxuria si recava a fare la spesa o a depositare i versamenti in banca, agitarono qualcosa nell'animo del Nonfa.
Il nostro decise quindi di cambiare per una volta le sue abitudini e di appostarsi sulla strada che dalla banca portava alla casa di Luxuria. Attese con pazienza il suo arrivo e, quando giudicò adatta la distanza, si esibì nel suo miglior “Voillà!”.
Lei rimase immobile per qualche istante, intenta a studiarlo mentre si portava l'indice all'angolo della bocca, poi emise la sua sentenza.
-Quelle mutande bianche non vanno affatto bene caro. Qualcuno potrà anche averti detto che il bianco ingrossa è vero, ma l'effetto globale che ha su di te, anche abbinato al colore di quell'impermeabile, è quello di uno che ha dimenticato per sbaglio di mettersi i pantaloni. Per stupire veramente devi essere più audace. Ti ci vuole un leopardato! Vieni su da me, dovrei averne uno della tua taglia che un cliente una volta ha dimenticato-
L'effetto di quelle parole sul Nonfa fu devastante. Finalmente qualcuno, e per giunta un esperto, che prendeva con la sovuta serieta la sua esibizione!
Certo era stata critica, ma si capiva che lo faceva per il suo bene.
Salì nell'appartamento con lei e rimase a cena. Parlò quasi sempre Luxuria, anche perchè oltre al “Voillà!” Nonfa era un uomo che non amava chiacchierare, fu prodiga di consigli, gli mostrò come migliorare la camminata, la posa migliore in cuì rimanere una volta aperto l'impermeabile e, molto importante, come rendere più efficace l'apertura stessa ampiando e rendendo più sciolto il gesto.
Poì gli narrò della sua triste storia, era una storia molto triste disse, piena di eventi tragici e dolorosi da ricordare, talmente dolorosi che, raccontò lei, ad un certo punto per non soffrire più decise di scordarseli. Così ora non poteva raccontargli con esattezza la propria storia, ma poteva assicurargli che si trattava di una storia molto triste.
Quelle parole toccarono il cuore del Nonfa sino a farlo piangere. Fù così che, tra la gratitudine per i suoi consigli, la conpassione per la sua triste storia e la naturale affinità che sentiva con lei, Nonfa si innamorò.
Tutti furono felici di quella storia d'amore, Nonfa sembrava molto più felice e inoltre, a detta di molti, le sue esibizioni erano enormemente migliorate.
Il giorno del matrimonio ci fu un enorme festa, tutto il quartiere era in piazza quando il parroco, che aveva saputo vedere oltre le apparenze alla bellezza dei loro cuori, benedisse l'unione e gli augurò ogni felicità.
Così ora non è infrequente vedere verso sera qualche distinto signore uscire furtivamente dal portone del loro palazzo, dirigersi con aria preoccupata verso il parco e avvicinarsi a Nonfa e dire:
-Sua moglie le manda a dire di rincasare, ha finito di lavorare e la cena sarà pronta tra poco-
Lui, allora, sorride allo sconosciuto e risponde
-Voillà!-
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Commenti a Voillà

Messaggio Da yanez il Sab 28 Apr 2012, 18:14

Avevo avvertito di stare attenti a darmi una risposta! Twisted Evil

Il suggerimento di aprire un topic su Granchio da parte di Video ha sortito il risultato che ne ho aperto subito uno su Video. E poi dite che non sono una bastarda...
Comunque, Granchio, non disperare, arriverà fin troppo presto anche il tuo turno affraid

Commento subito il secondo racconto, quello di Voillà, una storia d'amore atipica e romantica. Video, dopo la tua presentazione da te mi sarei aspettata qualcosa di molto più
cattivo, ma visto che la storia mi è piaciuta molto, te la perdono. Molto carina e ben scritta.
Faccio qualche appunto in stile WMI a proposito di un paio di frasi che mi hanno convinto poco. Le posto:

Nonfa era un uomo che non amava chiacchierare, fu prodiga di consigli, gli mostrò come migliorare la camminata, la posa migliore in cuì rimanere una volta aperto l'impermeabile e, molto importante, come rendere più efficace l'apertura stessa ampiando e rendendo più sciolto il gesto.

Dopo "chiacchierare" il soggetto cambia, quindi ci avrei messo un punto e avrei ripetuto il soggetto.

Poì gli narrò della sua triste storia, era una storia molto triste disse, piena di eventi tragici e dolorosi da ricordare, talmente dolorosi che, raccontò lei, ad un certo punto per non soffrire più decise di scordarseli. Così ora non poteva raccontargli con esattezza la propria storia, ma poteva assicurargli che si trattava di una storia molto triste

Qui ti contraddici: prima dici che narra la sua triste storia, poi affermi che è talmente dolorosa che lei non gliela narra; e ripeti tre volte "triste" e due volte "dolorosa".

Spero che tu non te ne abbia a male Wink
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Re: Voillà

Messaggio Da granchio il Sab 28 Apr 2012, 18:59

video, hai letto? in sostanza yanez ti ha voluto dire che devi smetterla di scrivere, che non è per te e che ti devi trovare un altro hobby. E dire che te lo sto ripetendo da tre anni, e tu niente, "sono uno scrittore...", "vivo per scrivere...", "é la mia arte...", ora finalmente la smetterai con questa storia e farai la persona seria.

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Re: Voillà

Messaggio Da Video il Sab 28 Apr 2012, 23:33

yanez ha scritto: nonfa era un uomo che non amava chiacchierare, fu prodiga di consigli, gli mostrò come migliorare la camminata, la posa migliore in cuì rimanere una volta aperto l'impermeabile e, molto importante, come rendere più efficace l'apertura stessa ampiando e rendendo più sciolto il gesto.

Dopo "chiacchierare" il soggetto cambia, quindi ci avrei messo un punto e avrei ripetuto il soggetto.
Potresti aver ragione, lo rileggerò.


yanez ha scritto:Poì gli narrò della sua triste storia, era una storia molto triste disse, piena di eventi tragici e dolorosi da ricordare, talmente dolorosi che, raccontò lei, ad un certo punto per non soffrire più decise di scordarseli. Così ora non poteva raccontargli con esattezza la propria storia, ma poteva assicurargli che si trattava di una storia molto triste

Qui ti contraddici: prima dici che narra la sua triste storia, poi affermi che è talmente dolorosa che lei non gliela narra; e ripeti tre volte "triste" e due volte "dolorosa".


Questo appunto non lo ritengo giusto. Lui racconta la sua storia esclusivamente tramite la definizione "era triste e dolorosa" quindi, in realtá, non racconta nulla. Le ripetizioni servono a sottolineare l'assurditá della situazione.

In ogni caso ti ringrazio per i complimenti e per l'attenzione mostrata per il mio lavoro.
Ho capito perfettamente che il senso delle tue frasi (al contrario di quanto afferma un nostro amico chelato) tendono a esaltare le mie enormi capacitá di narratore. Very Happy

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Re: Voillà

Messaggio Da Ratsy il Sab 05 Mag 2012, 10:51

Video ha scritto:
yanez ha scritto:Poì gli narrò della sua triste storia, era una storia molto triste disse, piena di eventi tragici e dolorosi da ricordare, talmente dolorosi che, raccontò lei, ad un certo punto per non soffrire più decise di scordarseli. Così ora non poteva raccontargli con esattezza la propria storia, ma poteva assicurargli che si trattava di una storia molto triste

Qui ti contraddici: prima dici che narra la sua triste storia, poi affermi che è talmente dolorosa che lei non gliela narra; e ripeti tre volte "triste" e due volte "dolorosa".


Questo appunto non lo ritengo giusto. Lui racconta la sua storia esclusivamente tramite la definizione "era triste e dolorosa" quindi, in realtá, non racconta nulla. Le ripetizioni servono a sottolineare l'assurditá della situazione.

Però secondo me un problema rimane, e forse sta nell'utilizzo del verbo "narrare". Il personaggio potrebbe "evocare" la sua storia, dicendo solamente, in fin dei conti, che è molto triste, ma se la "narra" il lettore si aspetta un racconto vero e proprio. sunny

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Re: Voillà

Messaggio Da laretta il Mer 12 Dic 2012, 16:23

sul "narrò" concordo con Ratsy, ma secondo me sta bene la ripetizione del "triste", non solo per sottolineare la situazione assurda: mi sembra che dia maggiormente l'idea dell'eloquenza di lei.
La vicenda è molto carina, compliments!! Smile
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