Sono tutte uguali

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Sono tutte uguali

Messaggio Da Video il Mar 25 Ott 2011, 14:47

Sono tutte uguali


La nottata è stata pesante. Molti clienti sono rientrati a tarda ora e quando finalmente gli ultimi sono andati a letto, non ho potuto riposare perché i più mattinieri hanno cominciato a svegliarsi. In più, poco prima del cambio ho dovuto discutere con una truccatissima signora di mezz'età, convinta di essere la padrona del mondo: dopo aver svuotato mezzo frigo bar pretendeva di non pagare le consumazioni.
«Sono comprese nel prezzo della camera! E ci mancherebbe altro, con quello che costa!»
“Cosa pretendi, che la stanza di un hotel a quattro stelle sia economica?” ho pensato.
«C'è un cartello appeso alla porta della camera e uno sull'anta del frigobar che spiegano chiaramente che le consumazioni sono extra» ho risposto invece, cercando di mantenere un tono rilassato.
«Io non l'ho visto»
«Le assicuro che ci sono, se vuole possiamo andare a controllare insieme»
«Non ho tempo da perdere» replica lei decisa.
«Come preferisce, in ogni caso il conto è questo» ho detto indicandole la fattura.
Ne è nata una discussione che minacciava di protendersi all'infinito, sino a che, spazientito, ho concluso:
«Se la signora insiste con questo atteggiamento mi vedo costretto a chiamare la polizia, e dirò loro di ascoltare come testimone anche il signor...» ho controllato il registro per trovare il nome dell'aitante ragazzotto che la tardona si è portata in camera stanotte «...De giorgis»
Il comportamento della donna è cambiato immediatamente. E so bene il perché, dai documenti infatti risultava sposata, ed ero sicuro che il marito non fosse il De giorgis. Odio i coniugi infedeli che vengono in albergo con i loro amanti, mi fanno sentire complice del loro tradimento.

Quell'ultima discussione mi ha lasciato svuotato di ogni energia, cammino stancamente verso la macchina, pensando con bramosia al mio comodo letto, apro lo sportello della mia vecchia Uno grigia, entro, mi siedo e tiro giù il finestrino, lasciando entrare l'aria fresca del mattino, poi giro la chiave d'accensione. Ma non succede nulla, sembra bloccata. La tiro fuori e poi la reinserisco, muovo il volante a destra e a sinistra, spingo con forza sul grande pezzo di plastica nera che fa da testa della chiave, fino a rischiare di romperlo ma nulla, non riesco ad accendere il motore.
Sto cercando di capire cosa sia successo quando un'ombra oscura il finestrino. Un uomo che deve avere all'incirca trent'anni ha appoggiato le braccia muscolose sulla portiera della mia macchina, e ora mi guarda con un sorriso che disegna la sua bocca ma non arriva a toccare gli occhi.
«Ciao. Sai chi sono io?» mi chiede.
«No.» rispondo.
«Sono il fratello di Francesca»
“Ne so quanto prima” penso, ma ritengo più opportuno dire.
«Francesca? Mi spiace, non credo di conosc...»
Non faccio nemmeno in tempo a finire la frase che la sua mano destra scatta, mi afferra la nuca e manda la mia faccia a sbattere violentemente contro il volante.
«Che cazzo fai!» urlo spaventato, tastandomi con la mano il sopracciglio destro che ha preso la maggior parte della botta.
«Non provare a prendermi per il culo» sibila lui, uno sguardo di puro odio negli occhi «Francesca, quella che ti scopi tutti i venerdì sera»
Ma che cazzo dice? Saranno mesi che non scopo più, da quando mi sono lasciato con Elena.
«Guarda che ci deve essere...»
Ancora una volta ho la possibilità di tastare con mano - ma sarebbe meglio dire con faccia - la qualità della plastica del volante.
Quando la vista torna a schiarirsi e mentre aspetto che il mondo la finisca di girarmi attorno, capisco che è meglio non contraddire l'uomo. Non so chi sia sua sorella, non ho la più pallida idea di che cazzo voglia lui, ma d'ora in poi mi limiterò a dire “Sì”.
«Ti ho già detto di non provare a fare il coglione»
«Sì»
«Devi smetterla di vedere Francesca, capito?» intima minaccioso.
«Sì»
«Guarda che parlo sul serio, d'ora in poi marcherò stretto quella cretina, e se dovessi rivedere te o la tua cazzo di macchina davanti a casa sua giuro che salgo su e ti stacco il cazzo a mani nude!»
«Sì»
«Siamo intesi allora, niente più Francesca!»
«Sì» replico annuendo con vigore.
«Bene» conclude lui soddisfatto, poi si rialza e si incammina tranquillamente lungo la via.

“Ma chi minchia era quel pazzo?!” penso mentre cerco nella tasca dell'auto qualcosa per fermare il sangue che esce dal sopracciglio.
Che giornata di merda! Fanculo lui, quella troia di sua sorella Francesca e quel figlio di puttana che se la scopa!
“E fanculo pure 'sti cazzo di fazzolettini!” penso incazzato, mentre lascio scorrere lo sguardo nell'abitacolo alla ricerca del pacchetto incriminato. Non sono nello spazio tra i sedili, vicino al freno a mano e al pomolo delle marce, non sono sul cruscotto, dove c'è il peluche di un orsetto interista, e non sono nemmeno nella tasca della portiera del passeggero. Un momento...
L'orsetto interista?!!!
Da dove esce? Io sono della Juve.
Con un'orrida intuizione osservo meglio la macchina nella quale mi trovo: il colore del tessuto dei sedili e sbagliato, il portacenere è pieno di mozziconi anche se io non ho mai fumato in vita mia, in poche parole: non è la mia macchina!
Guardo il mazzo di chiavi che ho in mano, ma è sicuramente quello giusto. Esco fuori dal veicolo e osservo il parcheggio, la mia Uno è ha pochi metri sulla destra.
Inserisco la chiave nella serratura della macchina che ho davanti, la giro e un clic sordo mi comunica che la sicura è scattata e che l'auto è chiusa.
“Fiat di merda!” impreco mentalmente “Fanno le chiavi universali!”
Ad essere onesti il blocchetto d'accensione non girava, ma non mi sento in vena di giustificare i produttori. Per colpa loro forse mi sono beccato una commozione cerebrale.
«Ehi tu! Che fai con la mia macchina?»
Mi giro, un uomo sulla quarantina, calvo, vestito con una camicia bianca aperta sul davanti mi guarda con aria truce.
«Vede, c'è stato un equivoco...» comincio, ma non è la giornata giusta per riuscire a terminare una frase.
«Allontanati da li, ladro di merda!» inizia a urlare lui «Lascia stare la mia auto!»
Vorrei raccontargli dello scambio di macchina e dell'arrivo del fratello della sua ragazza, ma in quel momento una giovane donna bionda gli si avvicina preoccupata, cercando di calmarlo. Li osservo meglio e noto agli anulari dei due il luccichio delle fedi.
«Calmati Alfredo, il ragazzo non stava facendo niente» gli dice lei.
«Tu stanne fuori Rita, li conosco quelli come lui, guarda che faccia da sconvolto, sarà un tossico del cazzo che voleva ciularmi l'autoradio»
Improvvisamente non sento più la necessità di spiegargli l'accaduto.
«Calma amico» rispondo allargando le braccia e allontanandomi dalla sua Uno «Non è successo niente, stavo solo ammirando il tuo orsetto di peluche»
«Va ad ammirarlo da qualche altra parte!» mi ordina con fare sbrigativo.
«Non c'è problema, non c'è problema. Buona giornata, amico» auguro sorridente, per poi aggiungere a bassa voce «soprattutto buon venerdì!»
La moglie mi ha sentito e mi guarda con aria strana, in fondo oggi è solo martedì.
Ma io so bene a cosa mi riferisco.
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Re: Sono tutte uguali

Messaggio Da laretta il Mer 22 Mag 2013, 19:51

Laughing giornatina niente male!!!
Bello, comunque! Very Happy
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